Il CCBE è stato ideato nel settembre del 1960 da alcuni passeggeri che si trovavano a bordo di un’imbarcazione diretta a Basilea in Svizzera, durante un convegno della Union Internationale des Avocats (UIA). Dopo che la Comunità Economica Europea venne fondata con il Trattato di Roma del 1957, gli avvocati europei avvertirono una minaccia alla loro indipendenza. Era necessario costituire un organo che rappresentasse gli interessi degli avvocati presso la CEE.

Durante questa gita in barca sul Reno, venne avanzata la proposta di create un organo formato dai rappresentanti degli allora sei Stati Membri CEE (Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi). Fu raggiunto un accordo di principio tra quanti a bordo: i presidenti degli ordini e delle associazioni di avvocati dei paesi interessati.
Il piano incontrò subito delle difficoltà perchè gli ordini di Parigi e Bruxelles volevano una propria organizzazione. All’inizio di dicembre 1960, si tenne una riunione al Palazzo di Giustizia di Bruxelles. Lì alcuni dei fondatori riuscirono a convincere i loro colleghi francesi e belgi che un’organizzazione veramente internazionale sarebbe stata più efficace.
Le delegazioni adottarono il nome “Comitato consultivo degli ordini ed associazioni nazionali dei sei Stati della CEE (raccolti dalla UIA)”. Questo appellativo è stato poi semplificato in “Consiglio degli Ordini e Associazioni giuridiche di Europa” mantenendo l’abbreviazione CCBE.
Nel 1966, il CCBE divenne autonomo, definendo la sua missione come “lo studio di tutte le questioni che riguardano la professione legale negli stati membri della Comunità Europea e la formulazione delle soluzioni intese a coordinare ed armonizzare l’esercizio della professione in tali paesi”.
Un passo avanti significativo venne fatto con l’introduzione nel 1977 della carta d’identità CCBE, una sorta di passaporto che permetteva agli avvocati degli stati membri UE di fornire servizi legali negli altri paesi membri. Spinta da una estesa copertura da parte della stampa, l’idea prese piede e, nell’arco di due anni, arrivarono oltre 700 richieste della carta.
Sempre nel 1977 divenne anche disponibile un’importante novità legislativa riguardante gli avvocati, la Direttiva sulla prestazione di servizi (77/249), che premise agli avvocati UE di fornire servizi temporanei in un altro Stato Membro dell’allora CEE.
Il 1979 vide un importante vittoria nella battaglia per il riconoscimento ufficiale quando la Corte di Giustizia Europea ammise il CCBE come soggetto interveniente in un giudizio in rappresentanza degli interessi della professione legale in Europa. La causa, AM&S Europe Limited c. Commissione delle Comunità Europee, riguardava la questione del segreto professionale dei giuristi d’impresa, e il CCBE depositò una ricerca sulla giurisprudenza in materia in tutti gli Stati Membri di modo che la Corte potesse utilizzarla. La conseguenza fu che il CCBE costituì la sua Delegazione Permanente presso la Corte di Giustizia. Nel 1988 il Codice di Condotta del CCBE, che regolava le attività transfrontaliere degli avvocati, fu adottato ed attuato.

Nel 1998 la seconda direttiva specifica per la professione legale, la Direttiva sullo Stabilimento (98/5) venne approvata, dopo un lungo dibattito in seno al CCBE. Questa direttiva premise agli avvocati UE di stabilirsi in un altro Stato Membro, a patto di essere iscritti presso il locale ordine ospite e di osservarne le regole.
Nel tempo il CCBE è stato interpellato regolarmente dalla Commissione Europea e dal Parlamento in relazione alle direttive riguardanti gli interessi della professione legale in Europa.
E’ possibile scaricare una pubblicazione che fornisce maggiori informazioni sulla storia del CCBE.